Associazione Culturale Sa Illetta

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Mercoledì 25 Aprile 2018

Un ricordo di Giulio Angioni

In ricordo di Giulio Angioni

L’Associazione Sa Illetta e i suoi amici vogliono celebrarlo con il ricordo di una serata in sua compagnia

“Una serata d'estate in compagnia di Giulio Angioni
raccontata da Gavino Angius


Era appena stato pubblicato “Sulla faccia della terra”, quello che, purtroppo, sarebbe stato l’ultimo romanzo di Giulio.  I primi che l’avevano letto si passavano la voce, ne parlavano a quelli che non l’avevano letto ancora. Come? Un romanzo ambientato a Sa Illetta?

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In ricordo di Giulio Angioni

 

 Molto si è scritto per commemorare la figura di Giulio Angioni, recentemente scomparso, e l’opera del suo intelletto multiforme: antropologo, narratoree poeta di caratura internazionale, coscienza critica della società civile.


L’Associazione Sa Illetta e i suoi amici vogliono celebrarlo con il ricordo di una serata in sua compagnia.

Era appena stato pubblicato “Sulla faccia della terra”, quello che, purtroppo, sarebbe stato l’ultimo romanzo di Giulio. I primi che l’avevano letto si passavano la voce, ne parlavano a quelli che non l’avevano letto ancora. Come? Un romanzo ambientato a Sa Illetta?

Sì, era proprio una storia in cui Sa Illetta faceva da protagonista al pari dei personaggi umani. Il racconto delle peripezie d’un gruppo si scampati alla distruzione di Santa Igia da parte dei pisani nel 1258. Una sorta di dopo bomba medioevale: una piccola pattuglia di sopravvissuti al massacro, gente d’ogni etnia e provenienza, sardi alemanni mori e giudei, trova scampo sull’isoletta in mezzo alle lagune.

Sullo scenario d’una natura quasi incontaminata, feconda e infida, isola felice nel gorgo di un dopoguerra crudele, il fazzoletto di terra perso fra le lagune cagliaritane diventa l’incongruo ma felice piccolo paradiso terrestre di una comunità libera.
Un apologo di quello che potrà essere un nostro domani forse non troppo lontano.

Il libro era una ghiotta occasione per invitare Giulio a presentarlo nel luogo dove l’aveva voluto ambientare. Inutile dire che, con la sua consueta generosità, acconsentì subito all’invito.
In quel limpido tardo pomeriggio estivo, all’aperto, sul prato fresco, i cinquanta minuti programmati diventarono, senza che nessuno guardasse l’orologio, quasi due ore di conversazione, impreziosita dalle appassionate letture di Cristina Pusceddu. Un Giulio Angioni facondo, animato, umoroso, come testimoniano le fotografie e la memoria dei tanti ascoltatori, che alternava lunghe riflessioni e scoppiettanti battute.

Che il libro non fosse solo letteratura, seppur altissima, condita dalla sapienza dell’antropologo, lo capimmo dalla passione che Giulio manifestava verso il luogo, la sua storia, la sua identità di confine fra terra e acqua, natura e cultura.
Vogliamo ricordarlo così, illuminato dal sole di Sa Illetta, mentre racconta il suo libro come se fosse una dichiarazione d’amore per questo nostro angolo di Sardegna,così carico di storia e di leggenda.

 

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